martedì 8 marzo 2011

TORNANDO A VOLARE

Sarah Angela e Angelo Andrea scendono lungo Via San Lorenzo con le Ali incerte e palpitanti: è l’emozione e la paura dell’attore che non sale sul palco da un po’ e non sa più se reggerà la scena. Cerchiamo di distrarci, facciamo a gara su chi è reduce dalla giornata più faticosa, respiriamo a pieni polmoni un’aria carica di euforia, smaniosi di scoprire come ci accoglierà Genova, dopo tanto tempo. La prima risposta ci piomba addosso come una simpatica beffa: il nostro camerino (una vecchia cabina telefonica adiacente alla fermata di Caricamento) è stato divelto. Non esiste più, lavori in corso. Ci scappa da ridere, il messaggio è inequivocabile: da stasera i vecchi punti di riferimento non valgono più, partite dal vostro smarrimento, vi darà più forza che qualsiasi rassicurante tracciato di briciole.

Non facciamo in tempo a metabolizzare, che una tromba d’aria ci prende per le ali e ci trascina via, in un viaggio più lungo e per terre più lontane, forse, di quanto fossimo pronti a scommettere.
Sul primo autobus due strani figuri ci chiedono chi siamo, con la bonarietà un po’ rozza di chi forse a questa domanda non ha mai saputo rispondere. “Noi siamo angeli” - “Ah sì?? Noialtri ci abbiamo provato a bussare lassù, ma ci hanno rimandato indietro con un calcio nel sedere. In realtà neanche quaggiù ci hanno voluto. Non siamo abbastanza buoni per il Paradiso e non siamo abbastanza cattivi per l’Inferno. Solo in via del Piano 2 ci vogliono.” Attaccano a parlare di giustizia e di leggi, umane più che divine, di carcere e di processi: mostri ciechi e autocompiacenti che sanno inghiottire solo prede facili e innocue, trascurando le vere cancrene di una società che non va certo a rotoli per colpa di cristi come loro. Il Gatto e la Volpe giocano a palla con l’indignazione come il cielo e gli inferi giocano a palla con loro, coinvolgendo le nostre menti in una Maratonda di pensieri gravi e irrisolti. Neanche il motore del bus in partenza varrà ad arrestare quel cerchio frastornante di ingenui ammonimenti: stanno per partire, ma a fine serata li rivedremo scendere da quello stesso autobus su cui si erano allontanati. Forse, lì dove erano diretti non li avevano voluti. “Comunque siete una bella coppia, siete fidanzati?” - “No, gli Angeli non si fidanzano!” - “Ah. E di cosa vivete??” Hanno ragione, che discorsi! D’amore si vive, d’amore si vola.

Tre ragazze ci richiamano dal nostro temporaneo stordimento, con la freschezza e l’entusiasmo di cui avevamo bisogno. Tra coriandoli, caramelle e risate generose scatta la caccia ai ricordi: di quando Erika è caduta dalla bicicletta procurandosi una piccola cicatrice al sopracciglio sinistro, di quando Angela ha rubato la sua prima sigaretta al pacchetto di Benson Gialle di sua madre. Deborah ci presenta poi un suo amichetto che le ha appena raggiunte: Jonathan, sedici anni, nato a Palermo e arrivato a Genova quando di anni ne aveva quattro, “il perché lasciamolo stare, brutte storie”. Hanno fatto amicizia nientemeno che sull’autobus, muovendo la testa a ritmo di musica e scambiandosi risate d’imbarazzo: la verità è che noi Angeli scendiamo tra le persone per riscoprire ogni volta che le ali in spalla le abbiamo tutti.
Dobbiamo solo averne cura e non permettere a nessuno di tarparle.

Un uomo, sudamericano, ha subito gravi danni alle sue ali, e gli effetti collaterali sono micidiali. Si volta a guardare sprezzante la stretta di mano tra noi e Samba, un ragazzo africano che ha risposto con gioia al nostro primo cenno. Quando tento di estendere il saluto anche a lui, la reazione è una sferza: “So benissimo, signorina, che lei adesso mi saluta perché è vestita così e siamo davanti a tutti. Ma se la incontro domani o tra vent’anni per la strada, lei non mi saluterà e non mi riconoscerà. Io odio Voi, la vostra finta nobiltà. Mi dispiace ma è così, voi italiani siete questo, siete falsi e mafiosi. Il mio nome? E’ troppo difficile, non glielo dico. Ho fatto il conto: sa quanti giorni della mia vita ho persi per spiegare il mio nome agli altri senza venirne a capo? Centoventidue! Non ne sprecherò un altro.” A nulla valgono le proteste di Samba (“Se qualcuno mi saluta io lo saluto!”), né il mio agguerrito proposito di placare i sentimenti di quell’uomo. La donna per cui è venuto in Italia l’ha tradito; il negozio che era riuscito ad aprire, è stato costretto a chiuderlo a causa delle richieste di pizzo. “Sì, anche qui a Genova, altro che sud!” La sua voce avrebbe un suono calmo e garbato, a non capire le parole affilate che scaglia, ma quegli occhi sottili puntati su di noi stillano un odio e un disprezzo tanto intensi, che non riusciamo ad arginarne il corso. Il bus è partito, io vorrei aspettare la fine di quell’invettiva furiosa, perché tutti i sentimenti meritano accoglienza. Ma la fine non arriva e alla seconda fermata Angelo Andrea mi ricorda che dobbiamo scendere. Saluto l’uomo che il suo nome è stanco di dirlo, lui mi guarda col trionfo negli occhi, perché vede nella nostra fuga apparente la conferma di ogni sua parola. “Sì, certo, dovete andare. Andate, andate!” Non ho fatto in tempo a smentirlo. Strada facendo raccolgo la rabbia, pensando per la prima volta a quale onore e quale onere sia, essere un Angelo Italiano.

Un po’ malconci e doloranti saliamo sul terzo bus della serata, senza immaginare che anche qui sopra rimarremo a partenza effettuata, per due o tre fermate. Il tempo che Joel si tolga gli auricolari dalle orecchie e possa scrivere sul mio quaderno di volo una sua poesia, in spagnolo, che arriva dritta al punto:
Se un giorno hai bisogno di ammazzarmi
Non hai bisogno di un pugnale
Né di mandare qualcuno ad uccidermi
Se soltanto mi dirai ti odio
La mia morte sarà fatale.
Queste parole, provvidenziali, piovute dalla penna di un ragazzetto vispo e irriverente, lasciano senza fiato noi due Angeli di mala fede: non ci eravamo ancora arresi all’idea di essere capitati in un luogo e in un tempo stregati, dove la nostra apparizione alata non era che una delle tante, in mezzo a uno stormo molto più vasto di quello che ci ha partoriti.

Rifiuto e calore ci inseguono, in un vortice di incontri che si parlano tra loro, e noi non possiamo che stare al gioco, polmoni gonfi, orecchie tese, piume sudate nonostante il freddo gelido. Un altro viaggio ci attende, questa volta su invito di Davide: “Dai, salite con me, questa sera voglio offrirvi da mangiare.” Gli Angeli non mangiano in servizio, ma lui ci vuole al suo fianco e noi lo seguiamo fino a Dinegro: nel frattempo un’altra pagina del quaderno si riempie, con una mano gigante che incide sul pianeta Terra le iniziali “S. A.” (Sarah Angela), e con altri versi, “di lacrime e di sorrisi perduti”. In un primo momento, Davide ci ha rivolto sguardi e parole compassionevoli: “Per andare in giro vestiti da Angeli vuol dire che non avete proprio niente da fare. Quanti anni avete? Di che quartiere siete?” Da dove viene lui, non c’è posto per certi sognatori. “Non pensate male, io sono buono, ma tanto il mondo non apprezzerà mai la gente come voi. Non arriverete mai da nessuna parte.” Mentre lo dice, guarda i nostri occhi come guardandosi allo specchio, e questo basta a chiarire l’equivoco: lo scherno malinconico a cui sottopone noi e se stesso cela una comunanza d’anime più profonda e più fertile del terreno arido su cui è abituato a camminare. Thor è il suo nome d’arte, è perito chimico ma lavora come operaio e buttafuori, addestra cani a cui dà i nomi delle divinità greche, ci parla di mitologia scandinava, scrive poesie e rimpiange tra i denti di non essere nato “con il culo al caldo”. “Come Moreno, lo conoscete?” - “Sì, lo conosciamo” (bugia) - “Ecco, è sempre stato sul cazzo a tutti”. Io e Angelo Andrea annuiamo comprensivi, a quanto pare Moreno è il nome di chi fa girare il mondo nel verso sbagliato, tanto basta per conoscerlo, e conoscendolo lo si allontana.

Una bella scarpinata ci aspetta per tornare al nostro posto di combattimento, un senso di vertigine accompagna i nostri passi. Siamo saturi, increduli, storditi. Fortuna che a Caricamento arrivano i rinforzi: Angelo Floppy chiude il volo con noi in bellezza, giocando, ridendo e suonando, in compagnia degli ultimi passeggeri della serata.
Solo quando scocca la mezzanotte, ricordo di avere un occhio verde disegnato sulla guancia. Quella mattina mi ero svegliata con la congiuntivite, e avevo paura che due occhi malconci non mi bastassero per volare ad alta quota. Peccato che me ne fossi completamente scordata. L’avevo lasciato lì in disparte, a spiare la serata a mia insaputa. Sarà mica stato lui a smuovere quel turbine di vite attorno a noi? Svelato il mistero…Per un istante lascio aperto solo lui, affidandogli così il bottino di ricordi raccolti.

Sarah Angela

domenica 27 febbraio 2011

Volare

Scoprire quant’è bello non avere paura di uno sguardo.
Lo spazio fisico ci separa, ci distingue
In mondi ben protetti da strati di pelle, di carne e di coscienza,
antichi e resistenti quanto maestose fortezze secolari.
Ci arrestiamo a contemplarle, e sono alte:
è incanto, è sgomento, è attrazione, è paralisi.
Ed ecco che qualcosa duole e protesta nel nostro corpo
in bilico tra sé e il fuori:
sono le ali.
Stanche di non battere, affaticate dall’apnea,
vogliono tentare quel salto vertiginoso:
l’incoscienza rivoluzionaria del parlare,
la dolcezza dell’assalto, nostro e loro,
la conquista della linea d’aria che corre tra due respiri.
E non facciamo in tempo a prender le misure,
che terre lontane si toccano, in un aprirsi di palpebre.

Angel Sarah

mercoledì 23 febbraio 2011

Report di AngelDust del 16 Febbraio

FERMATA: Via Rizzoli

ANGELI: Angel Dust, Sabrina, Alessandro, Maria Chiara

CONDIZIONI: serata non fredda, fermate poco frequentate

PERSONE CONTATTATE: tra i tanti in particolare un clown di strada, un signore tunisino, madre e figlio filippini, un ragazzo del Senegal, una ragazza che lavora al MamBo, un marionettista, una studentessa di Medicina e tre ragazze capoverdiane.
il clown è triste: scende dall’autobus, si ferma davanti a noi e ci squadra incuriosito. Poi riconosce una comunità di intenti e si sfoga.
“Bologna è cambiata” – ci dice amareggiato e con gli occhi umidi – “la gente mi evita e nessuno mi dà più nulla…ma io non elemosino nessuno, voglio solo che riconoscano la mia arte”, un arte che secondo il clown triste “dovrebbe essere insegnata nelle scuole, ma sta scomparendo!”.
Lo convinciamo a non mollare e provare ancora a divertire la gente, come fa da 30 anni.
Incontriamo poi un signore tunisino che dice di non avere il biglietto del bus, né tantomeno i soldi per acquistarlo…ci chiede se vendiamo biglietti, ma noi siamo solo angeli!
Ci domanda cosa ne pensiamo della situazione politica italiana…secondo lui è pessima e le cose sono destinate solo a peggiorare: “dagli occhi della gente si capisce che c’è qualcosa che non va!”.
Incontrare persone malinconiche mi fa pensare che c’è sempre più bisogno di angeli.
Una ragazza ha in mano un voluminoso quaderno zeppo di appunti: incuriosito mi avvicino e provo a comprendere qualcosa: mi dice che è bio-meccanica podologica e domani ha l’esame; le dò carta bianca, ma la esorto a leggerla solo dopo l’esame!
La ragazza che lavora al MamBo sta leggendo un libro preso in prestito presso la biblioteca della Sala Borsa: è un po’ stanca, ma appare felice di vederci per la prima volta (aveva sentito molto parlare di noi!).
Tre ragazze di Capo Verde devono raggiungere la stazione: sono allegre, spensierate e rapite dalle nostre ali, mentre di fianco a loro madre e figlio filippini attendono mesti il bus separati da una colonna metallica.
Poco più in là c’è un ragazzo senegalese dal sorriso contagioso: ci chiede un’informazione relativa ai bus e sembra entusiasta di parlare con noi.

REAZIONI ALLA NOSTRA PRESENZA: tutti molto desiderosi di comunicare

ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI: conversazione, animazione, informazioni

Report di Angelo Bunny del 18 Febbraio

Chiacchere in via Rizzoli (prevalentem fermata 14-19) con Angelo Zac e poi con Angelo Milk. Angelo Bunny è in versione ciarliera e veggente: collaudata la danza propiziatoria dell'arrivo degli autobus azzecca 4 volte su 4 (con un margine di errore di 5 minuti) e quanti complimenti riceve...(esagerati)
incontri.
-Mastrogigi statua vivente raccatta soldi facendo delle "scemenze" e dorme in strada, odia la gente d'Italia che vota Berlusconi;
-un simpatico ragazzone-adulto sordomuto che esprimeva tutto tramite un sorriso. Per comunicare usavamo gesti e ci mostravamo oggetti: la cartina dei bus che gli ho regalato insieme al giornale, la carta d'identità e il cartellino di assistente civico (di Angel Milk);
-studenti Erasmus con cui comunichiamo in un finto spagnolo, un pessimo inglese, solo una parla italiano;
-mettiamo in relazione gruppi di ragazzi abruzzesi e marchigiani, un lavoratore pakistano e uno studente dell'Aldini afgano (ma quando salgono sul bus si siedono lontani);
-curiosa triade russa composta da una ventenne di 1,84cm e due ragazzi (di cui uno forse il moroso?). Da da da da da! La ragazza al solito è la più disponibile al dialogo (mi era capitato anche in un gruppo di ragazzi albanesi);
-abituè delle fermate che ci conoscono e gente che passa per strada guardandoci come fossimo matti (evidentemente non conoscono il servizio);
-2 bambini cui regalo il giornale. Alla bimba in assenza di altro provo a fare una barchetta di carta, fallendo in ciò le dono un becco d'oca che gradisce molto;
-gruppetto di ragazzini che diretto a rocckeggiare al circolo la Grada come anche una giovane coppietta;
-un gruppetto di ragazzine mi chiede di far qualcosa per la loro promozione senza debiti e soprattutto per l'aumento di 30 cent sul prezzo delle patatine (!);
-un ragazzo ci scambia per quelli dei Free Hugs.


Perchè la gente non crede che Angelo milk sia mio fratello?

martedì 22 febbraio 2011

l'angelo scambia storie



Venerdì 18 febbraio - via rizzoli

Serata stanca , pochi stimoli ...la gente se ne sta sulle sue e come sempre sei un nullla

non bastano le ali non basta il sorriso a volte non basta neanche un buonasera

direte cosa c'è da stupirsi

gli angeli non esistono

perchè dovrebbero considerarvi

sono quelli che vi parlano gli "strani" non viceversa.

Vabbè sarà così però

ho comunque avuto

qualche piccolo guizzo

alla fermata del 20 "la mia preferita"

ho chiesto dell'autobus 2405

l'autobus che passa una volta l'anno

e che porta i desideri a chi lo aspetta

mi hanno guardato stupefatti

allora non ero invisibile...

il signore del Bangladesh

non sapeva se ridere o preoccuparsi

la ragazza si rifugiava nelle cuffie

scrutando l'i-pod

poi ho spiegato meglio che era un'occasione da non perdere

e che bisognava esprimere un solo desiderio

ma in fretta perchè i desideri si esaurivano

e l'autobus passava

la ragazza voleva dire qualcosa....ma

non ne era sicura.

Il signore non aveva desideri anzi in realtà sì

trovare un altro lavoro

visto che il Tucano import-export era fallito.

La ragazza finalmente si decide

il desiderio è "Incontrare l'amore"

telefono per sentire se quel desiderio è ancora disponibile

mi dicono di sì

glielo comunico è contenta arriva il suo autobus

si è tolta quel viso crucciato

è ha accettato il mio gioco.

Comunque sul desiderio non ho barato

su quelli proprio non possiamo e si ricorderà di questa sera.

Ma la svolta arriva alla fermata del 14 una signora

carica di pacchi mi chiede se è duro il lavoro dell'angelo

le spiego come sto quella sera e le dico

che a volte le persone ci raccontano belle storie

come quella del pittore del gelo

la signora è interessata

allora gli dico che gliela racconto se lei ne

regala una a me

ci sta.

e dopo avere raccontata la mia che conoscete già.

Lei mi racconta di lei

e del suo hobby "gli origami"

e di come gli piace regalarli sulla metrò di Milano, dove lavora o sull'autobus a Bologna

mi racconta di una ragazza con le cuffie a cui aveva fatto

una splendida gru slanciata

glielo aveva data in mano

e lei l' aveva guardata

come se non gli piacesse

però dopo quando stava per scendere alla sua fermata

la ragazza l'aveva raggiunta

ringraziandola tanto

di quel lavoro fatto a mano proprio per lei

lei gli aveva spiegato

che il simbolo della gru

è un simbolo di longevità

e si erano salutate.

Che strano passaggio

la storia dell'angelo che cerca desideri

la storia dell'angelo che regala origami

e la storia di due ragazze con le cuffie

o forse era la stessa...chissà.

bella notte

grazie di tutto

AngelMir

sabato 19 febbraio 2011

Report 18 Febbraio di AngelFla

Sanremo angelico 2011


I ragazzi che ci invitano al sound system reggae e ci chiedono chi siamo.
Il sindacalista con la moglie e il bimbo in carrozzina appena tornati dalla manifestazione.
La ragazza che ha perso il pullman e aspetta quello dopo per andare a lavoro.
Il nostro compito stasera: accompagnare un gruppo di gran simpaticoni a casa.
Saliamo sull'autobus, il festival ha inizio.
Leggiamo alcune frasi di canzoni italiane chiedendo il titolo e il cantante e, perchè no, anche di
intonarcele...


De Gregori, Tiromancino, Battisti.


All'inizio un po' di timidezza che presto però si scioglie in sorrisi e voglia di giocare.
Il ragazzo che prende una piuma e ci spiega come il confine tra genio e pazzia sia sottile come
quella.
Il ragazzo che gli si avvicina e gli dice di fumarsi meno canne. Con il sorriso.
Il signore che vuole leggere una strofa anche lui, ma prima si deve mettere gli occhiali.
Scendiamo tra saluti e sorrisi. E quel pullman allegro riparte.
Arriviamo ad un'altra fermata, dove aspettiamo il bus che ci porterà dai nostri ragazzi.
Il brasiliano e il bengalese appena usciti dai corsi serali. E per fortuna che è venerdì, i corsi
finiscono un po' prima.
Un po' più in disparte un altro umano, con un mazzo di rose in mano. Lo salutiamo ci sorride ma
non si avvicina.
Saliamo sull'autobus, seconda parte del festival.


Battiato, Jovanotti, Fossati.


Questa volta il pubblico è poco preparato e in un battito d'ali siamo già scesi alla nostra fermata.
Arriviamo dai nostri ragazzi che ci iniziano a salutare e a urlare da lontano.
Risate contagiose, follia, dolcezza.
Questa volta il festival lo facciamo ripartire alla fermata, in attesa dell'autobus.


Laura Pausini, Ligabue, Gianni Morandi.


Si canta, si urla, si ride, si indovina.
Due umani in disparte si uniscono timidamente a questo nostro gioco e cantano, anche loro.
Saliamo sull'autobus e scendiamo per accompagnare la prima umana.
L'angolo di bronx a bologna.
Le scritte sul muro.
Le luci natalizie ancora sui tetti.
Il nostro gruppo canterino.
I due fidanzati del gruppo che rimangono sempre isolati in fondo. Per la mano.
La casa sulla ferrovia. La sua. Buonanotte boss, dall'animo allegro.
Si riparte, ancora tre umani devono essere riaccompagnati. Alla fermata si continua a cantare. E altri due umani “fuori dal gruppo” si uniscono.
Saliamo, inizia l'ultima parte del festival.


Piero Pelù, Carmen Consoli, Lucio Dalla.


Ormai, come in tutti i grandi festival, la tensione è alle stelle, c'è molta competizione. L'autobus si
divide in due fazioni che gareggiano. L'ala Anteriore è decisamente più ferrata. Ma quella
Posteriore non demorde. Tenta e ritenta e alla fine entrambe vincono un articolo. Il numero 6, per la
precisione. Della dichiarazione dei diritti umani.
Scendiamo tra i sorrisi e ci apprestiamo a riaccompagnare gli ultimi tre umani rimasti.
Il portone imponente e la sorella che l'aspetta su in casa. Buonanotte cara.
Il passaggio dal retro, ma al segnale fate tutti piano che sennò i vicini si arrabbiano. Buonanotte
caro (sussurrato).
La pallavolo, il calcio, il 6 contro 6 e con l'arbitro son 13, la depilazione, gli uomini, il mercatone 1
e la pam, il cinema, il portone di casa. L'ultimo della serata. Buonanotte anche a te, umana con la
rosa in mano.
Primo festival di Sanremo angelico 2011. Il vincitore è...


Il sorriso. Il vostro. Senza sviolinate, è davvero lui.


Buonanotte mondo,
AngelFla

Report di Volo di Angelo Maggi Venerdi' 11/02

È il secondo venerdì che torno a casa con un sorriso gigantesco!

Questa dimensione, l’autobus, è decisamente differente…!

È la magia del viaggio, entro il quale può succedere qualsiasi cosa..e si può raggiungere qualsiasi meta, presumibilmente inaspettata!

Tre signori del Bangladesh: uno zio e un nipote… e il cognato..tornano a casa dal lavoro, ma la stanchezza non gli impedisce di regalarci tre grandi sorrisi. Uno dei tre parla solo inglese anche se capisce un po’ di italiano, allora tento di imbarcarmi in un’arzigogolata discussione sul nostro mestiere di angeli, sulla difficoltà di trovare lavoro…sui giovani…

Le speranze di un ragazzo senegalese, appena approdato nella nostra matta città, si sente ancora spaesato e ci dice di non sentirsi accolto come vorrebbe! “Non mi piace questa città!”.. poi però nel parlare scopriamo che è un musicista, allora prende il cellulare e mette su un pezzo registrato da lui stesso. Ci fa dono della sua musica e la condivide anche col resto del bus… il novello disco-bus del venerdì sera..direzione corticella! Stanno lì ad ascoltare altri due signori algerini..sorridenti, disponibili..interessati.

D’improvviso, poi, ecco arrivare tre mamme con tre bimbi e i rispettivi passeggini e il resto della marmaglia… un manipolo di marmocchi scalmanati e divertentissimi..!
Per un attimo rimaniamo spiaccicati come pomodorini secchi sott’olio nel barattolo di vetro della conserva della nonna!!! Nell’ilarità generale dei bambini che osservavano questi giovani angeli districarsi nella bolgia infernale del trabiccolo danzante… cercando di resistere alle prodezze inclementi del cocchiere impazzito… si scatena una reazione inarrestabile di euforia! …e quel marmocchietto che prima sembrava quasi infastidito da queste presenze alate..adesso si presta ad un’improvvisazione musicale di fantasia senza eguali!! Lui alla batteria (tira su tutta la polvere della tappezzeria di quel sedile vetusto) io alla tromba… Siamo quasi ormai in via Rizzoli…rimane il tempo per abbozzare un discorso in una sorta di lingua inventata, ancora una volta immaginata - come quella musica che non esisteva ma che in quella dimensione aveva trovato il suo spazio per scrivere nuovi pentagrammi, quella specie di grammelot dal sapore vagamente afro, diventava un vero e proprio pidgin in cui sembrava che ci si capisse davvero!! Ci salutiamo allora nel nostro neo-dialetto arrivati alla fermata..e ognuno continua per la sua strada.
Ancora per poco più di mezzora si rimane a svolazzare in giro per le fermate di via Rizzoli…pian piano si raccoglie attorno a me e ad angelo Claire (mia compagna di svolazzamento per buona parte di questa avventura) un gruppo di signore che iniziano a parlare di piatti pugliesi… e prelibatezze calabresi…mentre dall’altro lato un paio di ragazzi assieme ad un’altra sorridentissima ragazza cominciano a parlare di vini…rossi, da carni arrosto succulente.. allo scoccare della mezzanotte li vedo salire sul cocchio di cenerentola, tutti insieme…appassionatamente…come una vecchia e navigata classe di liceo!!!

Che soddisfazioni sto venerdì ragazzi!! Proprio una gran serata..!

giovedì 3 febbraio 2011

Emozioni

Perchè emozioni...

Di ritorno verso casa ho ripassato gli attimi di questo magnifico volo...
le emozioni provate mi hanno dato un'energia
viva...una scarica e una ricarica....e la voglia di fare questo percorso...a
volte leggero...a volte intenso..con gli altri angeli....
Ma andiamo x gradi...
aria frizzantina...ma che dico frizzantina....fredda...anzi freddissima...
aspetto i miei...possiamo dire ANGELI CUSTODI...visto che sono ancora in
rodaggio???
Eccoli che arrivano...Angeloflò e Angelo...Marco....i TEMPLARI....le
COLONNE....
due angeli davvero speciali...e mi rendo conto dopo pochi minuti che oggi non
è un giorno come tutti gli altri....
Loro donano il loro sapere e io lì a raccoglierlo a piene mani...
e....subito ci lanciamo in picchiata....fermata Via Rizzoli...gente che
aspetta...
il saluto è d'obbligo... la gente ci sorride....è aperta e ci accoglie
serenamente...
molti ci conoscono già,
e chi non ci conosce,
comunque non è indifferente a quest'aria serena....ma.....ecco che le mie due
colonne
che agiscono...e con grazia e maestria accolgono un ragazzo un pò alticcio...
con tanta voglia di far chiacchiere....
ahimè...ahimè...ahimè...non so perché ma mi sento sotto esame...ho lo stomaco
che si sta attorcigliando...
Proseguiamo verso la fermata vicina e anche lì grandi sorrisi e saluti...
camminiamo ancora...incrociamo una coppia
e dopo qualche passo..la ragazza ci urla di andare più avanti sull'altro lato
della strada che c'è un ragazzo che ha bisogno d'aiuto...un attimo e siamo
lì... vicino a lui.....
Cosa vedono i miei occhi...un casco per terra...un portafoglio poco lontano
e...
il ragazzo che faceva una gran fatica a stare in piedi...
io a dir poco impietrita e invece i miei colleghi Angeli già all'opera con le
parole e con i fatti...
Non preoccuparti," ti aiutiamo noi...facciamo un pò di strada insieme e se
vuoi ti accompagniamo"...ma dove??
Lui ha un motorino ma in quelle condizioni è meglio non lasciarlo andare....
decisione saggia...
chiamiamo un'ambulanza....e nel frattempo che aspettiamo cerchiamo di far due
chiacchiere...
attimi intensi...il ragazzo reagisce bene al nostro incontro...in un modo o
nell'altro riusciamo ad attirare la sua attenzione...dobbiamo solo cercare di
trattenerlo fino a quando arrivi l'ambulanza....
ma in un attimo si è spezzato l'incantesimo... non c'è più...
chissà cosa gli ha fatto cambiare idea....chissà in quel momento cosa avrà
pensato...
lo abbiamo rincorso per un pò...ma lui continuava a correre...fatto sta che è
andato via...
ci ha lanciato una benedizione e non lo abbiamo visto più...cosa potevamo
fare...il nulla...lui ha scelto così...gli avevamo dato la possibilità di un
posto caldo dove stare per la notte... ma lui ha scelto così...
attimo di tristezza... mi si stringeva il cuore....
Torniamo verso la piazza e lì cosa troviamo???
Un ragazzo in bicicletta rossa, scettico, che ci chiede informazioni...su di
noi Angeli...
Chi siamo, cosa facciamo,perché lo facciamo.......
e dopo di lui un altro e poi un'altro...siamo quasi circondati da tante
biciclette...
I miei templari non si sottraggono e riescono anche a far incuriosire questi
ragazzi....chissà se li ritroveremo al nuovo corso...sembravano interessati, e
non più scettici..mi auguro di sì......li salutiamo e continuiamo il giro...
ancora pochi passi....e una ragazza ci viene incontro..." abbiamo bisogno di
fare una telefonata...non abbiamo più soldi nel telefono e abbiamo perso
l'autobus"....non c'è problema...
e tra una battuta e l'altra risolviamo i loro problemi...
Ritorniamo alla fermata di via Rizzoli...stasera gente allegra...
non c'è bisogno di fare aggregazione è già un gruppo...e io li guardo e
sorrido...
Cosa dire adesso...seratina eccitante???
Non so voi ....ma io in questo attimo di tempo...sì... mi è sembrato un
attimo...
ho assaporato la gioia di donare.... e di ricevere...EMOZIONI.....

Ringrazio i miei TEMPLARI...anche se hanno deciso di buon accordo di non
volare più con me...

A presto AngeloPek.

Report Angelo Mi del 26 Gennaio

Mercoledì 26 gennaio volo sopra la stazione di Bologna.
Per me la prima volta con angelo dust e angelo slow.

1. fermata
Ciao ragazzi, sapete chi siamo?
Certo, risponde il primo ragazzo, siete gli angeli alle fermate!
Come mai ci conosci?
Mesi fa, quando ho deciso di venire a studiare a bologna ho googleato e siete usciti anche voi, ho visto il video su di voi.
Ti piace bologna?
Eh sì, qui è bello studiare…io vengo da Napoli.
Ma anche Napoli è bella
Eh certo!

Freddo, umido, le nostre ali sono fredde

2. fermata ore 22. 30
Un uomo e una donna sui sessanta con un borsone .
Arriviamo con le nostre ali e il signore ci guarda incuriosito.
Buonasera, come mai a Bologna?
Mia moglie è venuta qui per fare una visita medica e ora ritorniamo a casa con il pullman.
Dove ritornate?
A Potenza.
A che ora partite?
A mezzanotte e mezza.
E aspettate qui fuori, con questo freddo?
Il signore comincia a raccontarci di Bologna, dell’albergo, della cucina bolognese, “troppo fantastica”, dei vari mestieri fatti nella sua vita …
Il signore è molto simpatico, fa molte battute, anche la signora sorride e partecipa alla discussione come può, in competizione con il marito dominante… ma dominante in modo affettuoso.
La loro allegria ci contagia, non sentiamo più il freddo e l’umidità.
Ma non sentite freddo?
Siamo appena usciti da Mc Donald… non possiamo stare lì tutta la sera…
(perché no, mi chiedo io?)
Ma c’è la sala d’aspetto della stazione..
Ma noi là non ci andiamo… c’è odore… ma Lei c’è stata?
Penso al mio giretto fatto un’ora prima e devo dargli un po’ ragione…
Mentre aspettavo angelo dust e angelo slow ho fatto un piccolo volo nella sala d’aspetto, la famosa sala d’aspetto, ho ripensato a quel tragico 2 agosto 1980.
Ho visto la lapide per l’ennesima volta,
2 AGOSTO 1980 VITTIME DEL TERRORISMO FASCISTA.
Ma questa sera , mi sono letta tutti i nomi e i cognomi, uno per uno degli 80 morti di quel giorno d’estate.
Leggendo i nomi e le date di nascita mi sono immaginata le famiglie, le parentele e il dolore di tutte le persone rimaste, un dolore che so non andrà più via.
Poi ho cominciato a camminare dentro la sala e anche lì sono partiti i film sulla vita di quelle persone. Perché erano lì…da dove venivano, dove (non) andavano…
Un insieme di umanità che si trova in uno spazio comune con tante storie diverse, dai senza tetto (in maggioranza) a qualche viaggiatore seduto lì dentro x non stare al freddo.
Parliamo e scherziamo ancora un po’e poi ci congediamo. Auguriamo buon viaggio.
Il signore mi dà la mano, una mano calda calda, grossa e avvolgente, me la faccio stringere ancora un po’ e volo via con quella bellissima sensazione di calore

Le ali si stanno scaldando, il resto un po’ meno…

3. fermata ore 23.00
Attraversiamo la piazza e andiamo verso tre valigie rosse, piacevole macchia di colore in quella serata grigia.
5 donne sedute sulla panchina che aspettano l’autobus…
E invece no, non aspettano l’autobus, aspettano il treno delle 23 e 57 per Lecce.
Una donna con due figlie e due nipoti. La signora ci aggancia subito, non abbiamo il tempo di fare la solita domanda, è lei che ci chiede chi siamo, ci racconta che loro sono venute a Bologna per una visita delle figlie al Rizzoli.
La signora parla, chiede, commenta, le ragazze ascoltano…
Ma perché non venite a Lecce, d’estate? La sera, al mare, in spiaggia…
Bella l’idea della trasferta estiva , anche gli angeli possono andare in vacanza, al mare?
Mentre parliamo con il gruppetto delle valigie rosse, arriva un ragazzo alto, giacca di pelle, bottiglia di birra in mano, che chiede due euro.
Noi angeli ovviamente non abbiamo soldi con noi, noi non li usiamo…
La nostra signora comincia a interagire con molta naturalezza con il ragazzo lievemente aggressivo, lo gestisce alla grande… ecco un’altra donna forte, ce ne vorrebbero tante così.
Dopo un po’ salutiamo le donne, gli auguriamo buon viaggio di ritorno.
Arriveranno a Lecce l’indomani alle 8 e 30. Passeranno la notte in treno, m’immagino che il viaggio di questa famiglia tutta femminile sarà bello.

Il nostro turno sta finendo e chiudiamo il giro delle fermate nella piazza della stazione.

Ali caldissime, il resto sempre più ghiacciato.
4. fermata ore 23 20
5 mujeres de Barcellona, giovani, belle, allegre, piene di vita.
Sono a Bologna per quattro giorni, 5 studentesse di economia in mini vacanza.
Se habla español, o meglio improvviso uno spagnolo maccheronico.
Le ragazze devono andare in via Saffi, ci accorgiamo che alla fermata c’è anche un ragazzo, un bel ragazzo che sta in disparte. Tenta, da lontano, di dare delle indicazioni sugli autobus, così , anche grazie a noi angeli, le 5 mujeres e l’hombre ( che ci dice di essere marocchino) cominciano ad interagire.
È ora di lasciarli, ormai hanno fatto amicizia.

Chiuso il giro della piazza mi viene in mente come sarebbe bello se al centro della piazza ci fosse un cupola trasparente con tanta luce , con dei bei divani di tutti i colori, con dei buffet a disposizione della gente che deve aspettare un treno, un pullman…

Anche oggi il turno è finito.
Nella mia casa di angelo mi porto:
il sorriso del ragazzo di Napoli,
la stretta si mano del signore di Potenza,
la grinta della signora con le donne delle 3 valigie rosse,
l’idea degli angeli al mare tutti vestiti di bianco con delle ali lucenti,
le 5 mujeres
e il sogno di una cupola luminosa dove aspettare è bello.

mercoledì 26 gennaio 2011

Report di Angel Pas del 14 Gennaio

Oggi ho nel cuore
un vago tremolio di stelle
ma il mio pensiero si perde
nell'anima della nebbia
La luce mi spezza le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
nella fonte dell'idea.
(F. G. Lorca)


Anche noi esseri alati abbiamo le nostre debolezze, ad esempio avere nostalgia di una nuvola perché
ci batte il sole da una particolare angolatura, o perché si ha una visione del cielo stellato da una
prospettiva migliore, oppure perché, sporgendosi un poco, si riesce a vedere un angolo della terra a
cui ci siamo affezionati perché ne conosciamo le persone e le loro storie. A volte ci capita di
desiderare di essere al posto di quelle persone che quelle storie le vivono per viverle al posto loro.
E' così che decidiamo di assumere le sembianze di voi esseri umani, per poter almeno per un poco,
condividere le vostre emozioni.
Stasera vi osservavo, mentre stavo alla fermata dell'autobus in via Rizzoli, e provavo a immaginare
quali fossero i vostri pensieri quando mi avvicinavo a voi in cerca di un contatto.
Ci sono sere in cui mi sento più scanzonato e rido e scherzo con voi, altre, come stasera, che, non so
se per effetto della nebbia, mi sembra una serata triste e, purtroppo, non riesco a sottrarmi a questa
tristezza.
Il mio primo approccio è con una ragazza che guarda con finto interesse una vetrina ma non ha
molta voglia di parlare e perciò la saluto e vado a cercare qualcun altro. Solitamente le fermate si
animano e si svuotano a ritmi abbastanza regolari, ma stasera non c'è la consueta animazione del
venerdì e le persone si avvicendano ad un ritmo stanco. Molti parlano al telefono, qualcuno chiede
di non essere disturbato, solo pochi si dimostrano felici di parlare. Arrivano gli Angeli del secondo
turno, tra cui c'è anche il capo, e succede una cosa che mi sconvolge; un signore accosta con la
moto e si rivolge a noi molto arrabbiato riferendosi a un triste episodio accaduto questa settimana
proprio vicino al nostro presidio. Mi rendo conto immediatamente di non essere attrezzato per
affrontare una simile situazione e, sopratutto di non essere nello stato d'animo giusto per
addentrarmi in questioni troppo complicate, così decido di lasciare tutto nelle mani del grande capo
e di Angelo del Buon Sconsiglio che parla a lungo con questa persona molto arrabbiata riuscendo a
ragionare pazientemente con lui e a farlo andare via un po' meno arrabbiato di quando era arrivato.
Non avevo ancora sperimentato una serata così negativa. E' stata la prima volta in cui ho salutato
con gioia la fine del mio turno e il ritorno in me non aveva la consueta leggerezza.
Angel Pas

martedì 25 gennaio 2011

tendi la mano ...e...un sorriso......

SERATA GELIDA...MA CON UNA CALDO TEPORE TRA LA GENTE.....

E ancora una volta lì....fermata via Rizzoli...
gente che arriva gente che va....un attimo e via......ma lui è diverso...
ci guarda e si presenta....potrei essere io un Angelo....mi chiamo
Gabriele....
Ci racconta di lui....niente casa...niente lavoro...niente di niente....ma con
un cuore grande....
abbiamo della cioccolata se ti va.....e lui????
"ecco una poesia per te..." mi dice..."sceglila...."
tendo la mano e scelgo una striscia tra le tante....



....Siamo ladri,
ombre lunghe su case,
strade...
....Siamo acqua,
principessa di scogliera,
gocce in cielo...
..... Forse siamo....

Cosa siamo noi in questo mondo????

Gabo mi stringe la mano.... e mi saluta...
...una forza nelle sue mani...
sarà il suo modo di dire che esiste....
mi si stringe il cuore......
la cordialità nei suoi occhi...e un sorriso sincero....

A presto...
AngeloPek.

venerdì 7 gennaio 2011

Lettera di ricordo ai ricordi

Ciao, sono angelo Tilo e vi scrivo dalla mia morbida e comoda nuvoletta che sta proprio qui sopra…sulle due torri di Bologna.
Vi sto osservando proprio in questo momento, e vedo che qualcosa si muove là sotto…. Tanta gente in giro, luci, bancarelle occupano le piccole piazze qui intorno.
Vedo che state mettendo tante luci nelle strade tutte colorate e brillanti.
Che fatee?????
AAA… mi dicono che iniziate a festeggiare il natale!!!
Me lo hanno detto l’ altra sera un ragazzo e una ragazza che passeggiavano nel centro, fortunatamente li ho incrociati, mi hanno visto e si sono fermati a braccia aperte dicendo: “ HEI un angelo, che fortuna!!”
Ma la vera fortuna l’ ho avuta io, diciamoci la verità!! Sono stati gentilissimi e mi hanno raccontato un sacco di cose emozionanti.
Tutto è iniziato in una piazza, 8 agosto la chiamano, dove c’ era una grande casa di cartone tutta colorata, con il camino, la porta, la finestrella con i fiori ed….. un mulino!!
Ed è stato li che ho sentito una emozione grande dei due ragazzi… un senso di famigliarità e malinconia. La guardavano emozionati come 2 bambini!!!
“La casa del mulino bianco” esclama lui, “ Da quanto tempo” esclama lei!!!
Io non capisco, sapete, noi queste cose non le sappiamo!!
I due ragazzi mi hanno iniziato a raccontare i loro ricordi, ma non con oggetti o cose materiali, ma con gli odori!!!
Il profumo del natale,delle uova di pasqua, degli addobbi ,l’odore delle candele messe come centrotavola, l’ odore dei regali dentro le merendine, l’ odore della pioggia e della neve, l’ odore del mare, l’ odore del bucato. L’ odore delle persone che ami e che hai amato, l’ odore dei banchi di scuola e l’ odore della mensa scolastica. L’ odore della torta appena sfornata, l’ odore della domenica, del lunedì………………………!!!!!
Mi è dispiaciuto molto sapere che quando diventati adulti, qui sulle terra, alcuni dettagli come i profumi e gli odori non li sentiate più, o per lo meno…. Non ci fate più caso!!
Perché non sono i profumi a non esistere più.. siete voi a non accorgervi che i profumi ci sono… non sono svaniti.
Aiutate il vostro naso a rivivere i ricordi più belli, a farsi largo tra la frenesia del giorno, dedicate sempre un po’ di tempo a pensare com’ ero e come sono adesso, non dimenticate le piccole cose che vi facevano sorridere, e che nel ricordarle vi faranno sorridere ancora!!!


Con il cuore
Angelo Tilo

martedì 4 gennaio 2011

PRONTI ALATI VIA::::::::::::::

Pronti, alati e via. Il mio primo volo in mezzo a questi umani da cui sono così attratta e affascinata. Ad accompagnarmi il mio compagno alato Alessandro, guidati da...perdonatemi se non ricordo il nome, ma son sicura che talvolta si fa chiamare Massimo, il nostro angelo esperto.

Raggiungiamo la prima fermata e subito un signore ci ferma e ci chiede aiuto. Non sa dove andare e non sa come fare per avere una casa. Ci inizia a raccontare la sua storia e di come per una serie di eventi si è ritrovato a non avere niente. Ci chiede se la cosa migliore per riuscire ad avere un posto al caldo sia compiere un reato, “perlomeno così ti mettono in galera e un tetto ce l'hai”. Questo incontro mi fa pensare inevitabilmente a quanto l'uomo potrebbe fare per permettere ad ognuno di avere una vita dignitosa e a quanto, invece, poco fa. C'è decisamente bisogno di un po' di brio angelico per ricordarglielo. Nel frattempo si avvicina una coppia incuriosita dalle nostre ali e ci chiede di fare una foto. Volentieri accetto la loro richiesta e dopo aver scattato, la ragazza mi chiede maggiori informazioni e anche se mentre spiego mi può registrare per poi riascoltarsi il tutto con più calma. Ok, inizia l'intervista registrata. Wow. Le spiego chi siamo e cosa facciamo e alla fine le lascio la nostra CartaBianca invitandola a venire al corso per gli angeli. Sembra molto interessata, chissà prima o poi magari inizierà a volare con noi! Continuiamo il nostro volo e atterriamo a una fermata vicina. Subito un ragazzo, decisamente un po' barcollante, ci viene incontro contento di vedere gli angeli. Ci inizia a raccontare di lui, scopriamo che è rumeno, che non è da molto in Italia e che qua non si trova poi così bene. Non c'è lavoro e per quel che fa viene pagato troppo poco per riuscire ad avere una vita tranquilla. Lo ascoltiamo e poi gli lasciamo il nostro giornalino, spiegandogli chi siamo e cosa facciamo e lui in tutta risposta tira fuori 20 euro per ripagarci di questo nostro dono. Bello sapere che gli umani danno così tanto valore (monetario, s'intende) alla nostra rivista...ma gli spieghiamo che in quanto volontari, oltre che angeli, quello che facciamo è con piena gratuità. Ci ringrazia, lo salutiamo e continuiamo il nostro volo. Incontriamo altri umani, alcuni ci accolgono con dei bei sorrisi altri invece se ne stanno in disparte un po' diffidenti. Osservo come il nostro angelo esperto con estrema dolcezza e pacatezza riesca a interagire con tutti e anche coloro che sembravano più freddi e distaccati in realtà poi si sciolgono nel piacere di comunicare e condividere qualche minuto della loro serata con noi e con gli altri.

Un altro buffo episodio, in questa gelida serata , mi fa sorridere e riflettere...Svolazzando sotto i portici atterriamo a una fermata con soli due umani, una signora di una certa età e un giovane di carnagione mulatta. La signora subito ci chiede se abbiamo da scambiarle i soldi per poter fare il biglietto sull'autobus. Iniziamo a controllare le tasche e le borse per vedere che possiamo fare, quando il ragazzo che era lì si gira con i soldi giusti da scambiare alla signora. Se li scambiano, si ringraziano e si sorridono. Che bello! Grazie alla nostra presenza due umani hanno interagito. Bè, che dire...Benedetto il giorno in cui non ci sarà più bisogno di noi! Mi chiedo cosa nella nostra presenza faccia sentire così sicuri gli uomini. E riflettendoci su, penso che per loro il sapere che siamo lì non per noi, ma per gli altri sia la cosa più importante. In effetti, sapere che c'è qualcuno accanto a te che non pensa solo a sé ma è aperto anche all'altro non ti farà mai sentire solo. Per questo, però, non è necessario avere le ali. Bisogna ricordarglielo.

Continuiamo il nostro volo tra sorrisi, sguardi sospetti, accoglienze calorose ma anche gelide.

Sono affascinata dalle mille sfaccettature di questi uomini, dalle loro storie da cui sento di aver così tanto da imparare, ma anche soltanto dai loro sguardi che in ogni caso riescono a trasmettermi emozioni. Il nostro turno angelico di due ore è decisamente volato con noi. Rientro alla base, soddisfatta, leggera ed arricchita da questa boccata d'aria umana.

Al prossimo volo,

AngelFla

giovedì 30 dicembre 2010

Natale 2010 Seconda Parte: "So This Is Christmas (War Is Over)" (John Lennon, 1971)

Amarezza Angelica, così si può definire l'emozione umana ricevuta;
sono decisamente in crisi e qui devo ringraziare Angelo Tilo,
l'allievo che supera il maestro.
Angelo Tilo è giovane, in missione a Bologna da poco più di un anno;
appena arrivata me la sono trovata come novizia e io come suo maestro,
nel tempo il rapporto è cresciuto e ora possiamo umanamente tradurlo in Padre e Figlia;
ma la figlia è cresciuta, matura, indipendente, meravigliosamente Angelica
e qui scatta la magia, la figlia prende sotto braccio il Padre e lo aiuta...
mentre anche lei vive la medesima situazione mi guarda, mi osserva,
mi ascolta poi ad un certo punto mi abbraccia e mi parla;
le sue parole risultano perfette come il suo abbraccio, mi riportano un cenno di sorriso,
ma soprattutto la voglia di andare e vedere oltre l'amarezza che mi circondava;
cara Tilo, grazie...
grazie per la lezione ricevuta
e grazie per la gioia che provo a viverti
e sapere di essere stato partecipe del tuo percorso e della tua crescita angelica.
Così, con la mia splendida figliola,
comincio a vivermi ed a godere gli esseri umani affamati di vita
senza farmi distrarre da quelli che, invece, hanno deciso di non viversi gli altri;
mi inizio a godere quelli che, nonostante la fretta e la frenesia,
passando ci dedicano un sorriso e un gesto come a dire,
“apprezzo, ma purtroppo sono in ritardo!”;
la bambina che legge una poesia d'amore dedicandola al babbo,
quell'amore che le permette di superare la vergogna del microfono e del mondo dei grandi;
l'adolescente figlio di immigrati che torna dalla sala borsa dove ha fatto una ricerca per la scuola,
che si ferma, ci parla, ci legge la sua poesia e quando è il momento di prendere il regalo
rifiuta perché a casa ha due sorelle e un solo regalo farebbe soffrire una delle due
(e non è una tattica adolescenziale, vi conosco bene, lui era autentico),
insistiamo perché ne prenda tre, lui non ne vuole approfittare,
noi insistiamo, lui alla fine cede, li prende e poi resta con noi fino all'arrivo del suo autobus,
ciao piccolo uomo,
che la tua intelligenza e il tuo cuore portino serenità a te e a tutti coloro che ti vivono,
ti amano e colorano la tua vita;
come il ragazzo, che dopo aver girato il mondo nonostante la sua giovane età,
ora fa parte della comunità degli elfi e la sua lettura sprigiona emozioni incontaminate;
come la ragazza marocchina titubante che cede
nonostante la vergogna per il suo italiano non ancora perfetto (a suo dire...),
le sue emozioni invece si fanno capire benissimo;
come il ragazzo del Bangladesh, con un italiano ancora più scarso,
ma con un sorriso e una voglia di socializzare
che gli hanno fatto superare ostacoli sicuramente ben peggiori;
come la venditrice ambulante, stanca morta, ma non abbastanza...
e così ci regala le sue emozioni e il suo sorriso:
come la ragazza turca, che ci regala anche un po' della sua passione, il canto
e così la fermata per un attimo riceve un dono... la sua voce;
come quel ragazzo che la dedica alla sua ragazza,
i loro occhi non hanno prezzo;
come quel tizio sorridente e barbuto che la dedica a Ivan,
il suo caro amico fraterno morto dieci giorni prima;
come i due MetalRock, per alcuni forse dall'aspetto "cattivo",
ma con due cuori buoni e soprattutto due cuori aperti al mondo ed a chi ci vive;
come altri che ora non ricordo...
il nostro volo natalizio è finito,
ora ognuno per la sua strada,
io sarò di turno come Angelo Custode di una ragazza appena operata,
non è grave, anzi, un intervento programmato e risolutore,
ma chi non ha bisogno degli altri?
Anche io, nonostante i miei 3980 anni, ne necessito ancora
e lo ha dimostrato Angelo Tilo, a cui va ancora un immenso grazie;
lo hanno dimostrato le persone che ci hanno regalato le loro emozioni,
a cui vanno i miei migliori auguri per una vita vera e ricca dentro;
lo ha dimostrato AngelFla, una novizia di prima piuma,
a cui va il mio grazie per avermi riportato alla mente un essere umano degno di nota,
Don Tonino, Antonio Bello all'anagrafe,
e le parole di un suo speciale augurio di Natale,
che vi giro e uso come mio augurio personale.


"Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo
se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire.
Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali
e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno
e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno,
finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta
che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita,
il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla
dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo,
vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie,
finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura,
l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne,
disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate,
provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie,
fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori
che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità
incapace di vedere che poco più lontano di una spanna,
con l’aggravante del vostro complice silenzio,
si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili,
si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta,
mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza,
vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.


Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura,
ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,
vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Tonino Bello"


Già che ci siamo,
vi incollo anche quella di Don Andrea Gallo autodefinitosi da tempo "Angelicamente Anarchico",
che come ogni anno la dedica alla gente della sua città, Genova,
e, di riflesso, alla gente di tutte le altre.
E visto che noi Angeli siamo anche alle fermate di Genova...


"Buon Natale alla democrazia.


Buon Natale a tutti.
Sul vecchio anno che muore,
nasca la speranza nel cuore delle donne e degli uomini di buona volontà.
Aumentano i poveri che accorrono alla capanna di Gesù,
mentre chi detiene il potere trama nell’oscurità
e una consistente “porzione” delle città si rifugia cinicamente nell’indifferenza [...]
Non può scomparire il senso della Storia,
l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio, il Bene Comune.
Buon Natale al presidente Merlo e ai suoi collaboratori per il coraggioso sforzo di rilanciare il porto.
Buon Natale agli operatori marittimi: “Dimostrate le vostre capacità imprenditoriali”.
Buon Natale a tutti gli onesti piccoli e grandi imprenditori, commercianti, artigiani, cooperative
che difendono la dignità del lavoro.
Buon Natale al consiglio regionale, provinciale, comunale:
“Dal primo gennaio potete scrivere un nuovo “libro bianco”.
Ricordate che gli italiani si stanno lentamente svegliando dal sonno
e si ricorderanno che la democrazia la fanno i cittadini.
Buon Natale al Signor prefetto: Palazzo Spinola è il presidio di tutto l’ordine democratico costituzionale.


Buon Natale alla magistratura: “Rispondete al pernicioso Diritto della forza con la Forza del Diritto”.
Buon Natale ai Partiti: è stato creato un “vuoto” dalla prima alla Seconda Repubblica.
Possiate riempirlo abbandonando lo stile di aggressività e di volgarità verbale e comportamentale.
E’ indispensabile arrestare la caduta di sensibilità culturale e morale
e lo smarrimento barbarico della vita pubblica.
I parlamentari che hanno votato la recente fiducia non sono sfiorati da nessun dubbio?
Forse le perplessità nascono tra gli oppositori?
Buon Natale ai movimenti di studenti, di lavoratori, dei Centri sociali.
Grazie per averci fatto riscoprire l’indignazione trasformata in rabbia per la conclamata assenza di futuro
e di fronte all’arroganza menzognera. Da tanti anni nessuno vi ha ascoltato. E ancora possibile un dialogo? Con chi? Non vi abbandoni la creatività. Buon Natale ai detenuti nelle carceri.
E “perdonateci!” Le vostre “discariche sociali” gridano Giustizia. Sono numerosi coloro che vi ascoltano.
Buon Natale ai Soldati in “missione di Pace”: ci volete spiegare di quale pace si tratta?
Cittadini in divisa impegnati seriamente in terra straniera..
Con i vostri onorati Caduti ci vogliamo confrontare col Parlamento, con la Nato, con l’Onu,
per inaugurare un’autentica strategia di Pace?
Buon Natale ai teatri, a Palazzo Ducale, ai musei, al Porto Antico
e a tutte le iniziative culturali, musicali, ricreative. Nonostante la crisi non vi siete fermati.
Buon Natale a tutti coloro che preparano un pasto caldo per il corpo e per l’anima alle sorelle e ai fratelli in gravi difficoltà. Prepariamoci a passare dalla solidarietà assistenziale, alla solidarietà liberatrice:
estendere i “diritti” a tutti i cittadini rispettando la Costituzione.
Buon Natale al Governo: cambiate slogan: Basta! Non diteci: “Non ci sono soldi”.
Non è vero che tali scelte siano obbligate, colpendo le fasce più deboli e i servizi essenziali, i trasporti.
I soldi si trovano per foraggiare la casta politica con la sua “parentopoli” e l’alta dirigenza e il gioco illecito degli appalti mafiosi per le grandi opere, le spese militari e condoni per i capitali all’estero e la manipolazione dei bilanci di numerose aziende.
Buon Natale all’istituzione ecclesiastica: uscire dall’ambiguo contesto politico – sociale. Smettere di sminuire le malefatte dei governanti in nome della “stabilità” per inseguire nuovi privilegi e difendere quelli acquisiti.
Tra i “valori non negoziabili” c’è il messaggio dirompente di Gesù?
Ho imparato da Monsignor Tonino Bello.
Non posso augurare “Buon Natale” senza dare qualche disturbo. Mancherei al mio dovere di “Prete”.
Il Bambino che dorme sulla paglia ci tolga il sonno e ci faccia sentire il nostro cuscino duro come un macigno, finché non ci saremo inventati una carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Se vogliamo vedere “una grande luce” dobbiamo partire dagli “Ultimi”.
Un augurio sincero a tutte le coscienze e a tutti i cuori:
ritroviamo lo stupore, “il tepore”, lo spazio per pensare a quell’evento che rovesciò la Storia.


Auguri a chi offre un pasto caldo per il corpo e per l’anima di chi è in difficoltà.

Genova, 23 dicembre 2010
don Andrea Gallo"




Pace a tutti voi,
cari e amati Esseri Umani.
Angelo Flo